Mario è un bambino vivace, almeno questo dice chi lo ama, ma per la maggior parte delle persone che hanno rapporti con cui lui è un bambino, come si suol dire, difficile.
La sua storia insolita : mamma e papà si sposano per amore e la coppia funziona finché il padre non esprime il desiderio di avere un figlio. La moglie sembra condividere tale desiderio e la gravidanza procede nel migliore dei modi.
Alla nascita di Mario la madre( che deve cambiare un po’ la sua vita, non lavora, non può frequentare gli stessi ambienti o gli stessi amici ), comincia a dare gravi segni di indifferenza e di disagio tanto che le viene diagnosticata una depressione post partum .
Il padre si fa carico di tutti i problemi del bambino: all’inizio è lui a pensare ai pasti del piccolo, ai cambi notturni, quando la nonna non è presente per dare una mano.
La madre però non accenna a migliorare e allora, per aiutarla, le si consiglia di tornare al lavoro, distrarsi, di uscire con le amiche, di occuparsi della cura del suo corpo, cosa alla quale sembra tenere moltissimo. Il marito si mostra sempre più sollecito, sempre più comprensivo, spavento com’ è della malattia della moglie.
Purtroppo il sacrificio viene male interpretato e Luisa, la moglie, per nascondere il suo senso di colpa, per nascondere il suo disagio, diventa sempre più esigente e svalutativa nei confronti del marito.
Il bambino intanto cresce e vive tra tensione, sguardi eloquenti carichi di disapprovazioni, sguardi interrogativi che sperano in una gratificazione, in un sorriso, in una espressione conciliante e solida te, che non verrà.
Mario è giunto all’età di scuola materna e presto i genitori vengono chiamati dalla Scuola che li invita a collaborare perché si possa ottenere da Mario un comportamento meno ribelle e insofferente alle semplici regole della scuola .
I genitori presi dai loro problemi, dalla loro sofferenza, sembra che non si rendano conto del disagio del figlio, per cui le maestre consiglieranno un appoggio psicologico per il piccolo.



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