Un saluto a voi ragazzi. Oggi scrivervi è diventato molto difficile a causa di mille informazioni che uno vorrebbe condividere, e però ci si limita per tanti motivi.
Una cosa sento di scrivervi, voletevi bene così come siete. Non permettete a nessuno di cambiare ciò che siete, ciò che sentite. Ricordando che ognuno di voi è una persona diversa. Accettare i propri difetti, come ad esempio il corpo, è un enorme atto di coraggio e maturità , appunto perché si arriva alla consapevolezza che il corpo è solo uno strumento gestito dalla mente. È importante gestire, capire, nutrire la mente attraverso il proprio essere. Parliamo di costruire e approfondire giorno per giorno la nostra identità. La nostra parte emotiva, cognitiva, sociale. Nel momento in cui non vi sentite “abbastanza” su questi aspetti, non chiudetevi ma analizzate con la vostra intelligenza la motivazione per la quale vi sentite così, per capire quale strategia adottare. Cari ragazzi, viviamo in un mondo molto ricco di informazioni, ognuno le percepisce in modo differente, è quindi importante inserire quella “linea” che vi permette di capire chi siete e chi avete di fronte. La linea è quella matura presa di posizione, un “uscire fuori” per quello che siete e quello che cercate. Non esiste soltanto quello che volete. Il “voglio” è un modo di proibirsi di crescere, può darci delle soddisfazioni, certamente, ma spesso sono soddisfazioni soltanto apparenti.
Si cresce anche attraverso la diversità dell’altro, attraverso l’osservare la vita La soddisfazione avviene quando abbiamo maturato qualcosa dentro di noi , e per averla bisogna passare per l’attesa e il pensiero rispettoso che l’altro vi dà.
Cari ragazzi non ingigantite la paura che vi accompagna nella crescita. Tutti abbiamo bisogno di sentire la paura, e di analizzare ciò che si nasconde dietro di essa. L’importante è studiare i nostri stati d’animo e non soffocarli fino a scoppiare, perché significherebbe vivere, o immaginarsi di vivere, in una bolla. Una bolla nella quale ci si chiude, dove si finisce per soffocare. Ci si chiude nei confronti di se stessi, ci si chiude nei confronti dell’altro. Il rischio è che così facendo arriviamo a pretendere sempre di più da se stessi e dagli altri, rimanendo dunque costantemente insoddisfatti.



