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I MIEI GENITORI

24-09-2025 15:54

La Voce dei Ragazzi

Storie di Adolescenti,

I MIEI GENITORI

I miei genitori non li ho mai visti in un rapporto coppia o quello che solitamente fanno le coppie normali, o anche le coppie di genitori che ho visti

    
I miei genitori non li ho mai visti in un rapporto coppia o quello che solitamente fanno le coppie normali, o anche le coppie di genitori che ho visti dai miei amici o parenti. Sono sempre state da quel poco che ricordo persone in cui l'affetto non l'ho mai visto né a parole o né a livello di gesti, forse gli unici gesti che ho visti sono stati ultimamente che escono assieme o riescono ad avere un dialogo normale, anche se non sempre. I miei genitori li ricordo più per un fatto preciso, cioè i momenti in cui hanno sempre litigato, i momenti in cui a questo punto era meglio lasciarsi che rimanere lì. Ricordo del "tradimento" che da lì è andato tutto in discesa, in cui mia madre a costo di stare con lui è rimasta lo stesso nonostante si vedeva e si vede ancora ora che fiducia non ne ha, in cui il loro rapporto è perso e che si va a perdere ogni volta in cui c'è il cellulare di mezzo. Ci sono stati periodi in cui mio padre non la sopportava più e se ne andava e tante volte ho pensato che fosse meglio così perché mi ero alleata con mia madre, momenti in cui anche lui mi ha visto come una nemica. Quei momenti li ricordo bene perché mi ricordo sempre le frasi che mi diceva "tu fai schifo come tua madre", e lì capivo quanto lui mi vedesse come una nemica perché lui in quel momento a mia madre la odiava, e penso che la odiasse ancora di più quando vedeva che io ero anche contro di lui. Periodi in cui lei lo assillava perché non si fidava, trovava di tutto pur di andargli contro e stargli ad urlare addosso, se non anche a tirargli oggetti o cose addosso. Io lo notavo che mia madre a volte esagerava ma pensavo fosse il trattamento giusto perché ci aveva "traditi". Questo comportamento esagerato però l'ho iniziato a notare più spesso da quando ho iniziato la terapia, a vedere i due lati della medaglia e non solo il lato della mia parte preferita, in cui mia madre se non parla impazzisce, se non fa e non riceve una risposta non vive, inizia a diventare isterica e mio padre invece è il silenzio assoluto, penso che lo faccia anche un po' apposta. Hanno due caratteri totalmente diversi, ma che al tempo stesso non credo siano giusti su nessuno dei due, però allo stesso tempo io ne ho preso le sembianze perché la loro coppia in pratica è stata il mio intrattenimento. Quando loro stavano male, stavo male anche io, quando loro litigavano io ero ansiosa, non riuscivo a vivere e mangiare adeguatamente come se il problema fosse il mio, come se io fossi l'amante di entrambi. Vederli al momento come coppia è strano, mi sembra quasi finto, tante volte vorrei tirarmi fuori dalle loro situazioni ma appena uno parla (penso che loro ormai lo sanno che sono un po' succube) con me faccio fatica a far finta di nulla, a volte ci riesco e a volte no. Questo distaccamento riesco a metterlo quando io non ci sono, quando non sono in casa e quando capisco che non dovrebbero essere miei problema, ma a volte il senso di colpa mi fa tornare un po' indietro perché loro stanno male.
Mio padre ultimamente ho iniziato a capirlo, capisco anche forse perché ha fatto questo "tradimento" e perché ha tante amiche, perché queste amiche gli fanno tanti complimenti e perché lui se li tiene. Mia madre credo che questo non lo capirà mai perché sta più comoda nel pensare che l'amare così sia giusto, essere schiava di un uomo e non pensare a sé stessa, non capendo che pensando a sé stessa forse mio padre non arriverebbe a determinati punti che potrebbe anche evitare. Per un po' di tempo ho pensato che l'amore funzionasse così, anche se loro lo fanno inconsciamente perché la loro vita è da anni che va così, in cui lui predilige e lei sta lì come una bambola che cammina per inerzia anche se con una vita fatta. 
Mia mamma e mio padre da piccola per me hanno avuto sempre una grande differenza, soprattutto nell'adolescenza, mio padre è sempre stato l'esempio di "mostro" per me, e mia madre la vittima, e anche io mi sentivo una vittima. Mio padre mi ha sempre detto le cose come stavano anche se io modo sbagliato e l'ho sempre visto come mostro perché non accontentava i miei voleri e i miei "capricci", invece mia madre si. Mio padre l'ho quasi odiato perché era sempre come se io vedessi il mio fallimento nella mia vita sulla sua faccia, forse ecco perché quando lui usava il suo "silenzio punitivo" non lo riuscivo a guardare nemmeno in faccia, perché sapevo che era come diceva lui ma semplicemente mi piaceva vivere nella mia finzione che andasse bene così la mia vita. So anche che mia madre ha sbagliato, ma so anche che lei inconsciamente voleva proteggermi da tutte quelle parole e quei modi che aveva, che anche se sbagliati cercava semplicemente di aiutarmi probabilmente. Io so che i miei genitori mi vogliono un bene dell'anima, e forse dovrei iniziare a capire che il loro bene non deve entrarci con la mia persona, che io non faccio parte di loro. E che se sono a questo punto devo guardarmi allo specchio e non puntare il dito su di loro o altre persone su ciò che sono diventata e ciò che continuo a non essere, perché io continuo a non essere. L'altro giorno ho finito un'anime in cui questa ragazza aspettava gli ordini sempre dal suo capo, senza quelli lei pensava di non vivere e di non riuscire a vivere più senza questa persona e senza questi comandi quasi come se fosse persa o vuota, una persona che forse era meglio che non vivesse e io penso di avere un po' una situazione simile ma semplicemente con i miei genitori, in cui io non riesco ad avere una scelta o una vita senza le loro comande, perché vivere secondo le mie scelte sarebbe distaccarmi completamente da loro e affrontare le cose che mi fanno paura, tra cui il vivere senza un minimo di pensiero nemmeno per loro.

 

Storie Vere
 

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